L’oro di Buccino

La scorsa settimana il Ministro ai Beni Culturali, Dario Franceschini, ha comunicato i dati strabilianti del boom del turismo in Italia nel 2017: oltre 50 milioni di visitatori ed incassi che hanno sfiorato i 200 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2016 di circa 5 milioni di visitatori e di 20 milioni di euro!
In questo contesto la Campania si è battuta alla grande. Con i suoi 8.782.715 di visitatori (+10,66% rispetto al 2016) si è piazzata al secondo posto tra le Regioni italiane; dietro solo al Lazio, che comprende ovviamente Roma, ed avanti alla Toscana, al Piemonte, alla Lombardia, al Veneto. Mica roba da poco!
Dietro questi risultati ci sono varie ragioni. Mi limito a sottolinearne tre.
Innanzitutto la convinzione, finalmente diventata cultura di governo, che la bellezza è per il nostro Paese una formidabile generatrice di ricchezza e che perciò investire in essa ha un valore strategico fondamentale. Di qui le iniziative e le politiche consequenziali.
La seconda ragione sta nella grande fatica che stata fatta negli anni scorsi per passare da una gestione conservativa dei beni monumentali ad una dinamica; tale da farli, per così dire, tornare in vita. Una fatica questa, alla quale si è accompagnata una felice attività di marketing su scala mondiale.
Infine un dato di contesto globale, per certi aspetti drammatico, ma che per la nostra penisola si è rivelato fortunato. L’inquietudine che stanno attraversando il Nord Africa ed il Medio Oriente ed il terrorismo che ha colpito altre nazioni europee hanno fatto si’ che un numero crescente di turisti abbia scelto come meta per le vacanze l’Italia; un luogo affascinante e sicuro, al riparo delle tensioni più aspre del mondo contemporaneo.
Ovviamente tutti speriamo che la violenza che serpeggia nel mondo e nei Paesi a noi confinanti si plachi e che tutti i luoghi del mondo diventino sicuri. E sappiamo bene che, quando e qualora questa non fosse più una speranza, ma una realtà, l’Italia non godrebbe più di questo vantaggio competitivo. È dunque decisivo che il nostro Paese sfrutti fino in fondo la congiuntura favorevole, con investimenti straordinari, finalizzati a dotarsi di strutture ricettive all’altezza dei tempi dalle Alpi a Lampedusa, con servizi adeguati e prezzi concorrenziali. Insomma, i turisti che hanno fatto negli ultimi anni la scelta di venire in Italia, vanno fidelizzati. Per il resto, la materia prima del turismo, come si sa, non ci manca.
Nel contesto della sua conferenza stampa, il Ministro Franceschini ha poi precisato che il turismo nel 2017 non ha premiato solo le grandi città dell’arte ed i luoghi simbolo quali il Colosseo, o la Reggia di Caserta o Pompei, ma anche piccole realtà. E qui ha citato il Museo Archeologico Marcello Gigante di Buccino.
Sì, ha menzionato Buccino, l’antica Volcei, che nello scorso anno ha visto incrementare le sue presenze turistiche del 129%. Intendiamoci, i numeri assoluti non sono stratosferici, neanche lontanamente paragonabili ai sette milioni di visitatori del Colosseo, o ai tre milioni e rotti di Pompei e nemmeno ai 440mila di Paestum. Nel nostro caso parliamo di poco meno di seimila visitatori nel 2017. Ma attenzione, il Museo Archeologico Marcello Gigante è stato aperto solo pochi anni fa, nel 2009, è perciò incomparabile con siti quali quelli pompeiani o pestani, che godono di notorietà internazionale e di cospicui finanziamenti statali fin dai tempi dei Borboni. Peraltro il Museo di Buccino, piccola gemma del già splendido Parco Archeologico Urbano della città, non solo è una realtà giovanissima, appena nata, ma in questi anni non ha goduto di un solo centesimo di sostegno da parte dello Stato. Tutto, dall’allestimento alla promozione, è stato realizzato attingendo esclusivamente dalle casse comunali e basandosi sul lavoro volontario dei giovani della Pro Loco Buccino-Volcei. Per di più, tra novembre 2014 e giugno 2016, il museo è stato chiuso per lavori di ristrutturazione. Parliamo quindi di una sua vita reale di solo sei anni. Ciò considerato, il risultato dei seimila visitatori, in gran parte extra-regionali, è di straordinario valore.
Ora l’amministrazione comunale – guidata egregiamente dal sindaco Nicola Parisi, con la sagace collaborazione dell’Assessora alla Cultura, Maria Trimarco – per il tramite dei volontari dell’Associazione ProLoco Buccino-Volcei, sta mettendo su una sinergia con Velia e con Paestum, tale da far rientrare Buccino nella rete dei percorsi archeologici che vedono in Paestum l’hub territoriale.
Per quanto mi riguarda ho visitato e conosco bene sia la città di Buccino, sia il suo Parco Archeologico Urbano con il Museo. Parliamo di un vero gioiellino incastonato nella nostra terra. Non ho quindi alcun dubbio che gli sforzi dell’amministrazione e dei cittadini buccinesi saranno premiati. Occorrono però costanza, convinzione ed investimenti. Appunto, investimenti. Lo Stato nazionale e la Regione ci facciano un pensierino, gli esempi virtuosi vanno sostenuti e valorizzati.

4 commenti

  1. Le notizie riportate non rispondono al vero.

    Per chiarezza, il Museo di Buccino, nel 2o16 è rimasto chiuso per 6 mesi.

    Ne deriva che i dati riferiti ai 12 mesi del 2017 non possono assolutamente essere paragonati ai dati dei soli 6 mesi del 2016.

    Per assurdo, per la mancata comunicazione della chiusura del 2016 da parte dei responsabili del Museo, il Ministero del Beni culturali è incorso in un errore madornale.

    Ho segnalato il tutto allo stesso Ministero e oso affermare che, in un paese davvero organizzato, lo stesso dovrebbe inviare una nota di demerito ai responsabili della mancata comunicazione della chiusura per 6 mesi del Museo stesso.

    Aggiungo, poi, che detta chiusura era dovuta a spese di riammodernamento del Museo, dopo soli 5 anni dalla inaugurazione e quindi lo Stato ha fatto sentire la sua presenza.

    C’è inoltre da segnalare che il predetto Museo , come numero di visitatori, è al penultimo posto in Campania, malgrado trattasi di un vero gioiello.

    Ritengo che queste delucidazioni dovrebbero essere pubblicate con lo stesso rilievo dell’articolo.

    Sempre se vi è democrazia e desiderio della verità.

    Con osservanza

    cav. Eduardo Magaldi

    1. Cavaliere, Le chiedo scusa, ho aperto da poco questo blog e non sono ancora molto pratico. Mi sono perciò accorto solo ora del suo messaggio. Mi perdoni. Quanto al merito, io ho confrontato i dati e NON ho considerato i due anni in cui il Museo è stato chiuso (tutto il 2015 ed il primo semestre 2016), come citato nell’articolo. Concordo con Lei circa il fatto che “trattasi di un vero gioiello”. Grazie per l’attenzione che ha riservato alla mia nota. Buona giornata Gigi Gravagnuolo

      1. Grazie per l’indicazione

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